
Perché il quotidiano della famiglia Berlusconi Il Giornale continua a titolare che il presidente del consiglio è indagato dalla procura di Firenze per mafia?
Ieri sera ad Exit il vicedirettore dello stesso quotidiano lo svela al pubblico.
Sembra evidente, dice Alessandro Sallusti, che Berlusconi sia sotto tiro da parte delle magistratura e che l’annotazione del suo nome sul registro degli indagati sia inevitabile.
Il motivo è da ricercare secondo lo stesso, nella manovra offensiva di cosa nostra nei confronti del governo.
Insomma la magistratura sta facendo il gioco della mafia. Del resto dice il giornalista, la mafia agisce isolando, denigrando, attaccando chi la combatte.
Quindi secondo lo stesso impiegato della famiglia Berlusconi, così come capitò a Falcone e Borsellino, il povero Silvio Berlusconi da anni è oggetto della campagna d’attacco delle famiglie siciliane.
La mafia esegue le condanne e non le demanda alla magistratura.
Del resto non risulta che prima delle stragi del 1992 Falcone e Borsellino fossero stati tirati in ballo da pentiti o da indagini di procure strumentali.
Alle minacce ed all’isolamento seguirono le stragi.
Il suo accento toscano non aiutava a rappresentare una “minaccia mafiosa”, ma in modo chiaro e diretto ha parlato chiaramente di una Truffa.
Questi uomini che sanno di finire la propria vita in carcere (parlando di Riina e Provenzano) si sentono truffati.
Truffati da chi? Truffati per cosa?
Da qualcuno che li ha ingannati ricavandone un profitto.
Da qualcuno che aveva sottoscritto un Patto senza però rispettarne i termini?
Qualcuno che ha ricevuto qualcosa senza corrispondere la contropartita?
L’avvocato lascia intendere che ci sarà da aspettarne delle belle.
Berlusconi e Dell’Utri hanno “ intrattenuto rapporti non meramente episodici con soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato” sottolineando che esiste “una obbiettiva convergenza di interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (Forza Italia): art. 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale…”.
Il GUP aggiunge poi che “l’ipotesi iniziale (contro Berlusconi e Dell’Utri) ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità” ma è scaduto “il termine massimo delle indagini preliminari”.
Questo quanto attestato dalle carte processuali. Questa obiettiva convergenza forse era l’oggetto del Patto. Un Patto prevede un rapporto di dare-avere. Richieste e Papelli.
Questo è il motivo per cui non servono quotidiani a disegnare l’immagine di una vittima della mafia. Questo è il motivo per cui l’avvocato di Riina, pur senza i folcloristici tratti tipicamente siciliani, ha lasciato intuire che qualcuno non aveva rispettato i patti.
3 commenti:
Condivido tutto quello che hai scritto, bel post!
Adesso che pentiti come Spatuzza iniziano a parlare ne sentiremo delle belle (presumibilmente a partire da domani).. Ma se aprono bocca anche i Graviano allora per Mr. B. si mette proprio male.
Se vuoi dare un occhio al mio blog: www.voglioresistere.it fammi sapere cosa ne pensi e se vuoi possiamo linkarci a vicenda.
Fabio
Sono capitata nel Tuo blog per puro caso. Davvero ben scritto questo Tuo post, mi piacerebbe pubblicarlo su un blog che condivido con altre persone, "la sinistra che vogliamo", fammi sapere se posso, ne sarei contenta.
Buona Giornata
Sono sempre contento di trovare nuovi lettori come lo sono di poter essere presente con ciò che penso su altri blog.
verrò a leggervi immediatamente.
grazie.
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