mercoledì

Mafia? Ghe pensi mi!

I segnali che arrivano sono inquietanti: E’ prioritario affrontare la costruzione del ponte sullo stretto.

Berlusconi
annuncia di essere pronto a posare la prima pietra.
Lombardo, appena letti i dati delle proiezioni che lo vedevano eletto con il 65% dei voti, annuncia a tutte le reti televisive: adesso si fa il ponte!


L’ex prefetto De Sena (PD) considera la mega-infrastruttura come auspicabile per il mezzogiorno ed aggiunge che non risulterebbe che Veltroni si sia mai pronunciato contro il ponte.

Ma quello che più di tutto sconcerta è che il nuovo governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, durante la trasmissione “primo piano”, nel tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica sulle eventuali infiltrazioni mafiose nel più grosso appalto mai bandito in Italia, dichiara che quando si vuole la mafia non la si fa entrare negli appalti.

Le possibili infiltrazioni mafiose secondo l’esponente del MPA sono solo un alibi usato da coloro che osteggiano l’opera (tra l’altro questo rappresenta solo uno dei tanti motivi per cui l’opera è combattuta).


Secondo Lombardo, le misure per evitare che la mafia entri nell’affair ponte, ci sono!
A quanto sostiene, gli dovrebbero apparire a tutti, anche di facile adozione.


Il governatore della Sicilia ha insomma una facile ricetta per bloccare economicamente la mafia.
Lo saprebbe fare con certezza assoluta, nella gestione dell’appalto miliardario del ponte.

Lui che ha rivestito cariche politiche fin dagli anni 80 aveva la sua ricetta ed è stato per tutti questi anni ignorato.

Lui, delfino di Calogero Mannino e fedele compagno di Totò Cuffaro (entrambi con procedimenti per mafia) è un siciliano di quelli che come recita il suo sito “l’acqua lo bagna e il vento l’asciuga (…) per il suo indiscutibile senso pratico che gli consente di affrontare le difficoltà con equilibrio, nella consapevolezza che potranno essere superate”.


Lui che osservava attonito lo sviluppo economico della mafia, non capiva come questo poteva accadere. Non riusciva a crederci.

Eppure la mafia ha un giro d’affari da 200 milioni di euro al giorno.

In un rapporto del 2006 la Confesercenti stima il fatturato della mafia in 75 miliardi di euro, sottolineando con preoccupazione "la capacità delle cosche di intervenire con proprie imprese nelle relazioni economiche, stabilendo collegamenti collusivi con la politica e la burocrazia soprattutto per il controllo del sistema degli appalti e dei servizi pubblici”

Lui invano tentava di divulgare i suoi metodi anti-mafia, ma a quanto pare nessuno lo ascoltava. Chissà quante volte, avrà cercato di svelare i suoi antidoti contro il male che divagava, ai suoi referenti Cuffaro e Mannino.
Niente. Continuavano ad ignorarlo.
E’ stato assessore regionale, presidente della provincia di Catania, ma niente…

Ora però si cambia!

Lombardo forte dei due milioni di voti raccolti e certo della validità della sua strategia per colpire economicamente la Cupola, bloccherà questo business.

Basta con appalti pilotati, basta con infiltrazioni mafiose nei consigli comunali, basta soldi da riciclare, in buona sostanza nel giro di pochi mesi la mafia verrà messa in ginocchio dal sistema-Lombardo.

Tremate picciotti, la festa è finita.

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